Pobega: “Obiettivi? Ritorno al Milan e laurea.

Il basket e la cucina (“Il risotto è il piatto che mi viene meglio”) come passioni, al calcio in tv preferisce “un buon film o una serie, anche la Champions comincio a seguirla dalle semifinali”. Il sogno però è “tornare al Milan”. La seconda parte di 2020 per Tommaso Pobega è stata quella degli esordi: in Serie A, dove con lo Spezia ha segnato due reti in cinque partite, e con l’Under 21, con la doppietta all’Islanda che ha esaltato la sua prima prova con gli Azzurrini. Sulle colonne della Gazzetta dello Sport il centrocampista nato il 15 luglio 199 a Trieste e cresciuto nella Triestina prima di passare al Milan si racconta. “Sono un lavoratore, quella è la parola chiave. Mi piace mettermi a disposizione della squadra con intensità e impegno. Ero così sin da bambino”.

Il suo cartellino  è di proprietà del Milan da quando Tommaso ha 14 anni. Dalla stanza del convitto dove viveva vedeva San Siro. Intanto coltivava un piano B: “Ce l’ho ancora, ho fatto il liceo scientifico, diplomandomi con 80, e sono iscritto a Economia: ho dato cinque esami su sei del primo anno, ora sto preparando il sesto. Voglio laurearmi, il tempo non mi manca: quando facciamo un solo allenamento, ho mezza giornata per i libri”. In campo il modello arriva dalla Germania: “Bastian Schweinsteiger, mi piaceva come si muoveva in campo. La mia qualità maggiore? Il carattere. L’elenco dei difetti è lungo, a partire dal piede destro”. Un ruolo chiave per la sua crescita l’ha avuto però un altro ex centrocampista: “Gattuso è stato tanto importante dal punto di vista umano, mi ha insegnato a curare i particolari ed è stata una guida preziosa nel passaggio al calcio dei professionisti”. Toccato prima a Terni nella stagione 2018/19, poi  Pordenone nella B 2019/20 con 5 reti in 33 presenze. Un lungo percorso, fino al primo gol in A. 1 novembre 2020, provvisorio 1-1 contro la Juventus: “Il primo gol in A l’ho segnato a Buffon – sorride – io 21 anni, lui 42, il doppio. Strano, eh…”. Fotografia di uno Spezia che oggi sarebbe salvo: “Vedo come ci alleniamo e so cosa proviamo, stiamo facendo un bel cammino – è la certezza di Pobega – è la strada migliore per la salvezza? Lo dirà il tempo. Mister Italiano mi chiede di migliorare nella gestione della palla e dei momenti”.

Il Milan e l’arrivederci di Maldini

Le radici sono “fortissime – assicura Tommaso – appena posso torno a casa”. Dove lo attendono la sua Giulia, papà Giorgio, mamma Elena e suo fratello Sebastiano. Volto nuovo del calcio italiano, che da bambino era “juventino. Nel 2012 Cagliari-Juve fu giocata a Trieste e io ero uno dei raccattapalle: quella sera la Juve di Conte vinse lo scudetto. Poi ho fatto il raccattapalle anche a San Siro”. Dove sogna di tornare, in rossonero. “Prima di andare allo Spezia Maldini mi ha dato l’in bocca al lupo e mi ha detto che il Milan continua a seguirmi“. Tanto da tenere il controdiritto di riscatto sul suo cartellino: “Prima di passare allo Spezia ho giocato in amichevole con il Milan contro Spezia e Vicenza. Mi ero accorto che la squadra era pronta per il salto di qualità: tutti sanno quello che devono fare in campo e le caratteristiche dei singoli vengono esaltate. È lì che voglio tornare“.

Fonte: Sky Sport